Emh…chi ha parlato di CONFLITTO DI INTERESSI?? Ovvero, come ti liquido il concorrente…

1 Dicembre 2008

Dal Corriere:
Gentiloni: «Mediaset poco toccata, è norma contro il concorrente dell’azienda del premier»

Decreto anticrisi: aumenta dal 10% al 20% l’Iva per le pay tv.


Mockridge, ad Sky Italia: «Non è vero che il provvedimento sostiene le imprese, è una tassa per 4,6 milioni di abbonati»

ROMA – Con la norma contenuta nel decreto anti crisi che porta dal 10 al 20% l’Iva sulla pay tv «le tasse generate grazie agli abbonati di Sky cresceranno a 580 milioni di euro, una crescita evidentemente in contrasto con l’affermazione del governo che questo pacchetto “sostiene lo sviluppo delle imprese”», lo sostiene l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, secondo il quale «questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4,6 milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky».

PIÙ TASSE - Mockridge sottolinea la diversa ricetta per combattere la crisi scelta dalla Gran Bretagna: «Il primo ministro Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell’Iva dal 17,5% al 15%. Il governo italiano va nella direzione opposta Sky informerà immediatamente i suoi abbonati della decisione del governo di aumentare le loro tasse affinché in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa».

NORMA ANTI-SKY – «Il raddoppio dell’Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l’aria di un blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset», ha detto Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd. Anche Mediaset ha però criticato la norma in un comunicato di venerdì sera. «L’azienda di proprietà della famiglia Berlusconi non è infatti coinvolta dall’aumento dell’Iva, visto che la norma riguarda solo la tv via satellite e via cavo. L’eventuale coinvolgimento di Mediaset è insignificante, perché relativo soltanto agli abbonamenti mensili per alcuni canali digitali».

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Sentiamo cosa ha da dire Ilaria D’Amico:

Da Wikipedia: il conflitto di interessi



Il pm Fabio De Pasquale: “Incostituzionale lodo Alfano”

26 Settembre 2008

Da il giornale:

Milano – Il pm Fabio De Pasquale ha sollevato un’eccezione di costituzionalità del lodo Alfano nel processo che vede imputato, fra gli altri, il premier Silvio Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il pm chiede ai giudici di mandare gli atti alla Corte Costituzionale per dichiarare la nullità della norma entrata in vigore il 26 luglio scorso per tutelare la alte cariche dello Stato. Lo stesso pm chiede i giudici di dichiarare la sospensione del processo solo per l’imputato Berlusconi e di procedere oltre per gli altri 11 imputati.

Motivazioni Secondo il pm il lodo Alfano contrasta con la Costituzione in relazione al articolo 3, che sancisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il riferimento è alla irragionevolezza perché il lodo sospende i processi per tutti i reati e automaticamente senza considerare la fase in cui si trovano i procedimenti. Un altro riferimento del pm è al trattamento diverso tra il presidente del Consiglio e i ministri e al trattamento sempre diverso tra i presidenti delle Camere da una parte e deputati e senatori dall’altra. Il pm ha poi ricordato la violazione dell’articolo 136, cioè del giudicato costituzionale in relazione alla sentenza del 2004 con cui era stato bocciato il lodo Schifani. Infine il rappresentante dell’accusa ha ricordato che al lodo Alfano si è arrivati con una legge ordinaria e non con una legge di revisione costituzionale.


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