
Ossia, come disse Piero Ricca: "Fatti processare, BUFFONE!"
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MILANO -Perplessa nelle argomentazioni e affetta da vizi logici non sanabili. Sono le parole esatte usate nel ricorso in Cassazione dalla difesa di Silvio Berlusconi per definire l’ordinanza con cui, un mese e mezzo fa, la Corte d’Appello di Milano ha respinto l’istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus, presidente del collegio davanti al quale si sta celebrando il processo nei confronti del premier e dell’avvocato inglese David Mills, accusati di concorso in corruzione in atti giudiziari.
Nelle 22 pagine, depositate qualche settimana fa, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, a differenza di quanto sostenuto dalla Corte d’Appello (non esiste inimicizia grave tra il giudice e l’imputato), insistono nel ritenere che Nicoletta Gandus, pur non avendolo mai frequentato e forse mai nominato espressamente, “aveva un’attitudine personale connotata da astio nei confronti dell’onorevole Berlusconi“.
E questo in quanto, dalla documentazione depositata a giugno insieme alla richiesta di ricusazione (tra cui interventi on-line e su alcuni quotidiani), emerge “come la dottoressa Gandus nutra un’ostilità profonda, di natura ideologica, nei confronti dell’operato politico dell’onorevole Berlusconi, ostilità profonda che non può non interessare anche la persona dell’imputato, stante l’inscindibilità tra lo stesso e le sue azioni” . Perciò i due legali bocciano le conclusioni dei giudici milanesi che hanno ritenuto quelle della Gandus critiche alla legislazione adottata durante il precedente mandato del premier e nulla di personale. Anche perché la scissione tra Berlusconi-persona e Berlusconi-politico, citata dalla Corte d’ Appello, non ha alcuna ragione d’essere. “Come se una persona – scrivono – potesse essere altro rispetto a ciò che fa, alle iniziative che prende, alle imprese di cui si assume la responsabilità. Come se qualcuno potesse pensare all’onorevole Berlusconi senza collegare immediatamente allo stesso la sua attività politica.“.
Nel ricorso, tra le varie questioni affrontate, c’é anche quella dell’apparenza di imparzialità del giudice, criterio ispiratore dell’istituto della ricusazione. “La Corte d’Appello investita della decisione sulla ricusazione non può avere alcuna conoscenza del foro interno del giudice ricusato, conoscenza preclusa a tutti fuorché all’interessato: essa, pertanto, può e deve giudicare sull’apparenza di terzietà, la quale non è affatto ancillare rispetto all’essenza di terzietà”.
“Nel caso in esame – si legge ancora nel documento – non solo il giudice ha direttamente manifestato più e più volte il proprio pensiero sul punto, ma l’imputato stesso non è un oscuro appartenente all’opposta fazione politica, ma ne è il leader indiscusso: vale a dire, come già scritto nella dichiarazione di ricusazione, l’avversario politico della dottoressa Gandus in tutti i campi, ispiratore di ogni decisione contro la quale la stessa si scaglia e destinatario sottinteso di ogni sua critica”. Intanto il processo nei confronti del premier e di Mills riprenderà il prossimo 19 settembre. Sicuramente si affronterà la questione dell’entrata in vigore del Lodo Alfano che implica la sospensione del procedimento per Berlusconi. Non è escluso che gli avvocati Ghedini e Longo portino al Tribunale la ‘prova’ che Berlusconi in quella data è capo del Governo (potrebbero produrre un’attestazione del Capo di gabinetto del Consiglio dei Ministri). Come non è escluso che la difesa di Mills chieda anche per lui la sospensione sulla base del concorso necessario nel reato e che venga eccepita l’incostituzionalità del Lodo o d’ufficio o dal pm.
6 Settembre 2008 alle 3:09 pm
Povero Silvio, ce l’hanno tutti con lui. Tutti invidiosi dei suoi soldi, delle sue amanti e delle sue furbate. Ma non è affatto vero! Io non lo invidio, è pure brutto! Io vorrei solo che se ne andasse alle Canarie lasciando questo Paese libero di risollevarsi dal disastro post-nucleare che ci ha lasciato nei suoi ultimi anni di governo. BASTAAAAA
Possibile che in questo Paese per vedere un mafioso condannato devi rivolgerti a Dio?