«Politicamente e socialmente inaccettabile, oltre che a rischio di costituzionalità».
Così Walter Veltroni definisce l’emendamento sui precari. Il leader Pd, nel corso di una conferenza stampa, chiede al governo «di ritirare immediatamente l’emendamento, che rafforza l’ingiustizia di questo Paese e aumenta la precarietà». E il leader del Pd sulla misura è pronto a dare battaglia. «Contrasteremo questo provvedimento in Parlamento con tutte le nostre forze». E si è detto pronti anche a una terza lettura della manovra. «Il nostro paese sta vivendo un periodo di stagnazione drammatica che allarga le differenze sociali. Per questo noi siamo disposti, pur di eliminare l’emendamento anti precari, anche ad una terza lettura della Camera» del provvedimento. (Fonte )
Il provvedimento. Finora il magistrato che riscontrava irregolarità sul ricorso a uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se passerà la nuova norma, il giudice dovrà limitarsi ad applicare all’azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti). Con la sanatoria, il diritto al reintegro decadrà per chi in questo momento è in causa.
L’esecutivo prende le distanze. “Si tratta di una misura nata in ambito parlamentare: non l’ha voluta il governo e tanto meno il ministro Sacconi – commentano da Via Vittorio Veneto – anzi siamo intervenuti, al momento dell’appovazione in commissione Bilancio per limitarne la portata: inizialmente la norma doveva valere per il presente e per il futuro mentre nell’attuale formulazione riguarda solo le cause ancora aperte”.
I sindacati sul piede di guerra. Dura reazione dei sindacati, che accusano il governo di lasciare alle imprese “mano libera sull’uso dei contratti a termine”. “E’ una misura molto negativa – denuncia Fulvio Fammoni segretario confederale Cgil con delega al mercato del lavoro – lascia aperta ogni possibilità per le aziende sull’uso del contratto a termine, senza che, in caso di irregolarità, queste abbiano alcuna ripercussione futura”.
“E’ contro la Costituzione”. “Una norma sbagliata che presenta gravi incongruenze”, secondo il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. “Oltre al problema dell’indennizzo, la norma introduce il principio che un contratto non corretto viene considerato nullo”. In questo modo, spiega Santini, “il lavoratore, non solo non può essere riammesso sul posto di lavoro, per decisione del giudice, con un contratto a tempo indeterminato, ma rimane anche senza il contratto a termine”. Per Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, la norma “è incostituzionale”.
Le critiche dell’opposizione. Per l’opposizione interviene l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano: “Con la nostra battaglia parlamentare, che non consideriamo assolutamente conclusa, abbiamo limitato il danno – spiega il viceministro ombra del Pd – E infatti il governo è stato costretto a cambiare questa norma che non vale più per il futuro. Si tratta di una piccola correzione che non cambia il segno di profonda deregolazione del mercato del lavoro a tutto svantaggio dei lavoratori e soprattutto dei giovani. Questo dimostra la doppiezza dell’azione del governo – conclude Damiano – che a parole vorrebbe aiutare i più deboli ma nei fatti li colpisce”.
Favorevoli gli imprenditori. Di parere opposto Confindustria: “Il provvedimento va nella direzione giusta – commenta il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta – un po’ di semplificazione e di minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla situazione reale”. (Fonte )
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Pubblicato da Stefano
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