Ma questi son matti…

25 Luglio 2008

RIFLESSIONE DEL GIORNO

Cosa spinge in alto le spese del parlamento? Googleggiando quì e là ho trovato interessanti articoli sull’emorragia di soldi dei nostri politici:

  1. A fare la parte del leone sono le pensioni dei parlamentari: 131 milioni nel 2007 per i deputati, contro i 138 di quest’anno, con una crescita del 5,25 per cento.
  2. Mentre per il pagamento dei vitalizi ai senatori nel 2008 serviranno 81 milioni di euro, il 4,52 in più rispetto ad un anno fa.
  3. Crescono al Senato anche le spese per i servizi informatici (+13%) (n.d.r. usate Ubuntu e OpenOffice!).
  4. Pulizie e facchinaggio con un 6,53 per cento in più (e una spesa di oltre 4 milioni e 600mila euro).
  5. Forte ma non in crescita l’esborso per i viaggi alla Camera. Non tutti sanno che i deputati eletti nelle circoscrizioni estere ci costano solo in biglietti aerei quasi un milione e mezzo di euro l’anno. Peggio per quelli di casa che per volare di milioni ne bruciano quasi otto.
  6. Il trasporto dei senatori non è uno scherzo: seppur in calo, quest’anno ci costerà quasi 6 milioni di euro.
  7. Anche a tavola i nostri parlamentari si fanno rispettare. Per rifornire le cambuse dei Palazzi ci vorranno quasi 5 milioni di euro.

Devo dire che i soldi che ogni mese mi rub…cioè decurtano, di mia spontanea volontà, sono proprio ben spesi, oserei dire a favore del cittadino.

I miei complimenti.


Berlusconi: “Ora chi mi risarcirà?”

25 Luglio 2008

Dal sito ilgiornale:

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Roma – «Scusa per l’intromissione “locale”, ma quando ci vuole, ci vuole…». Stretta di mano, sipario. Silvio Berlusconi si alza dalla sedia, saluta il primo ministro maltese, Lawrence Gonzi, sceso in sala stampa per parlare di immigrazione, e si ritira nel suo appartamento. Ma l’incontro con i giornalisti, a palazzo Chigi, non sarà di certo ricordato per «la grande amicizia e le radici storiche» che legano i due Paesi. A tenere banco, infatti, è di nuovo il tema giustizia.

«Dal 30 giugno al 15 luglio – attacca in terza persona, motivando la bontà dello “scudo” per le quattro principali cariche dello Stato – il presidente del Consiglio, a seguito della persecuzione che subisce da 14 anni, avrebbe dovuto partecipare a udienze un giorno sì e un giorno no», senza quindi poter governare o partecipare al G8. E dinanzi a «una parte della magistratura che si è data il compito di sovvertire il risultato delle elezioni – rimarca – mi sembra che il Lodo Alfano sia il minimo che una democrazia possa apprestare, a difesa della propria libertà».

Berlusconi non chiarisce se lo utilizzerà o no («non lo so», risponde), poi però ricorda: «Ho già detto che non mi sarei avvalso della clausola contenuta nel dl sicurezza, chiamata blocca-processi e salva-premier, che invece è esattamente il contrario». E «quando la finirete di far finta di non capire che c’è stata una persecuzione inaccettabile – rintuzza – sarà sempre troppo tardi».

Una presa di posizione netta, supportata anche dall’assoluzione della Corte di cassazione spagnola per il processo su Telecinco. «Adesso nessuno ne parla», fa notare il Cavaliere, che rincara la dose: «Ci sono stati 10 anni di fango gettato addosso a me e a Fininvest, a livello internazionale, da parte del giudice Garzon, su spinta della Procura milanese, da cui siamo stati tutti assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste. Mi domando chi risarcirà l’immagine sporcata in dieci anni sui giornali del mondo e le spese sostenute. La risposta è nessuno. Io spero che qualcuno venga a chiedere scusa, ma so che non sarà così». Il capitolo si chiude qui, nonostante una piccola appendice Telecom. «Chiacchiere da bar, non ne so nulla e non dico nulla», replica a chi lo sprona per un commento sul caso Tavaroli.

Sul fronte immigrazione, invece, il premier ribadisce che si tratta di un «problema rilevante», risolvibile solo con una «politica comune» europea. In merito al contenzioso coloniale con la Libia, spiega inoltre che si sta lavorando «con la forte volontà di stipulare un patto di amicizia entro il 31 agosto». Un’intesa che, secondo il figlio del colonnello Muammar Gheddafi, sarebbe «miliardaria».

Spostando poi l’attenzione sul versante mediorientale, il premier ribadisce il suo ottimismo. «Non siamo mai stati così vicini a un accordo» fra israeliani e palestinesi, osserva, e ora serve la loro «buona volontà». Sulla proposta invece di Gerusalemme capitale d’Israele, lanciata da Barack Obama, non si sbilancia. «La situazione è delicata – puntualizza – e lascerei la decisione alle due parti in causa».

Rispondendo alla domanda del Premier: Facciamo colletta ? :-D